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Il teatro per me, diciamo noi pensando a mia moglie, è un tema che ci sta a cuore. Ci siamo conosciuti infatti nel 2018 al corso di teatro al teatro Nero di Modena. È stata un’esperienza per tutti due corta ma ci siamo molto affezionati. Abbiamo continuato scrivendo per dei spettacoli teatrali, in realtà dei monologhi.

Voi avete avuto esperienze di teatro? Come attori o come spettatori?

In questi anni Rimadobe, ovvero io e mia moglie abbiamo fatto 3 spettacoli:

IS ISIS che è il monologo di Marco Antonio prima di morire tra le braccia di Cleopatra

IL MARE D’INVERNO che è il monologo di Marianne, divinità della repubblica francese che ripercorre la storia dall’inizio dei tempi fino ai nostri giorni

18 MARZO che è il monologo di Jaque de Moley, ultimo gran maestro templare prima di morire al rogo

Questo primo ciclo di tre spettacoli si chiude. Se ne aprirà un altro molto interessante.

Questo ciclo è contraddistinto dallo stesso schema. Sono monologhi di persone famose, che dicono le ultime parole prima di morire. Si prende il presente, il passato e il futuro e si piega in unico momento drammatico

L’evento del futuro che si prende in considerazione è il ritorno di Gesù. Non si fa per motivi religiosi ma perché serviva un evento certo del futuro e questo è l’unico certo! Neanche la morte è certa in realtà come diceva invece Leopardi dato che nella storia ci sono state due persone che non sono morte, ovvero Enoch ed Elia.

Prendiamo in considerazione Marco Antonio. Questo monologo mi è venuto di getto leggendo il Giulio Cesare di Shakespeare. Volevo dare voce a Marco Antonio e mi sono documentato anche su Plutarco per non inventarmi ma ispirarmi ad eventi successi nella realtà. Volevo mettere in chiaro come questi due grandi personaggi sconfitti (Marco Antonio e Cleopatra) della storia sono stati illusi da false divinità come Iside da cui Is Isis. La storia si intreccia con Alessandro Magno per ricordare che Cleopatra non è un nome egiziano ma greco, era il nome della sorella di Alessandro. Questi egiziani erano greci, infatti la dinastia è la tolemaica, nome di uno dei comandanti dell’esercito di Alessandro. I due protagonisti volevano portare a termine un sogno di Alessandro stesso. Cleopatra è più vicina a noi rispetto alle piramidi di Egitto. Forse era un sogno che condivideva con il suo amante precedente Giulio Cesare che aveva anche una scultura equestre di Alessandro Magno al centro del suo foro imperiale. Cleopatra si rifugerà in Arabia dove Alessandro stesso voleva conquistare. Scappando e lasciando solo in battaglia Marco Antonio che perde contro Ottaviano. Si ritroveranno ad Alessandria di Egitto e Marco Antonio cercherà di riconquistare il cuore della sua amata. Il collegamento con l’evento del futuro, ovvero l’avvento di Cristo, è dato perché Marco Antonio è stato generale nell’Oriente quindi ha sentito parlare di un re dei re che doveva arrivare.

E c’è stata una coincidenza curiosa:
poche settimane dopo aver scritto il monologo,
è stato scoperto il possibile sepolcro dei due amanti, nascosti insieme, a Taposiris Magna.

Quasi come se la storia, in qualche modo, avesse risposto al teatro.

Con questi tre spettacoli si chiude il primo ciclo.

Se ne aprirà uno nuovo sulla natura, sugli alberi, sul mondo.