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Forse qualcuno di voi ha già letto la favola di Tree che si trova sul sito www.rimadobe.it sezione “favola”. Stasera non leggeremo la favola, con calma chi non la letta la può leggere in un secondo momento. Vorremmo parlare di ciò che sta dietro a questa favola. I messaggi nascosti. Innanzitutto, la favola si chiama “Domenica Rossa” e fa parte della collana “Mi chiamo Tree, non abbiate paura di me”. Infatti Domenica Rossa è la prima di 7 favole, ognuna con un giorno della settimana e un colore dello spettro elettromagnetico della luce ovvero i colori dell’arcobaleno. Si inizia con il primo giorno della settimana che è la domenica e il colore con la lunghezza d’ona maggiore che è il rosso. Il protagonista di queste favole è un albero antropomorfo che si chiama Tree. Vivrà tante avventure in cui scopre sé stesso e il mondo. Il finale è veramente sorprendente perché si scoprirà che Tree rappresenta una persona molto più grande di noi, non un semplice albero che è come ci appare e che tecnicamente è già più grande di noi. Questo aspetto spaventerà l’altro protagonista della prima favola che è un gattino di nome Mao. Teniamo questa sorpresa per il finale dell’intervento. La favola inizia con un gatto di nome Mao e un albero di nome Mela. I nomi di questi protagonisti hanno dei riferimenti abbastanza evidenti che vengono a galla durante la favola. Mao rappresenta la Cina, da Mao Tze Tung, ma in generale rappresenta il comunismo che è legato al colore rosso del titolo della favola. Il colore rosso è legato anche alla mela rossa come è evidente nel frontespizio della favola. Mela è legata al frutto dell’albero della conoscenza del bene e del male. Mao e Mela, entrambi iniziano con la lettera M tanto cara anche alla nostra corrente letteraria Ada a cui appunto manca la M e questa ha un suo significato particolare che vedremo alla fine del percorso. Mao e Mel da piccoli erano amici, ma poi l’albero è diventato più grande e Mao si è spaventato. Nasceranno poi i rispettivi figli. Il figlio di mela si chiama Tree. Tree vivrà delle situazioni quasi paradossali con i due gatti che cercheranno di controllare tutto. In questa parte ci sono vari riferimenti come anche alla cultura del Giappone. Poi capita qualcosa di inspettato e la favola finisce con un grande gesto di amore degli alberi. Torneranno a stare insieme. Qui viene risaltato il valore della pace che viene raggiunta dopo un percorso faticoso da parte di tutti ma fondamentale è l’intervento divino. Tree vivrà tante avventure nelle altre favole e finisce che una parte di lei diventa l’albero della vita, il secondo albero del paradiso terrestre. Il disegno dell’albero della vita coincide con la struttura del percorso della storia dell’uomo, che è la storia di questo mondo. Quindi è compressibile confondere l’albero della vita con il mondo stesso. Le persone avranno paura di Tree perché lei si comporterà in maniera strana, qui si svela la sua vera identità. La storia di Tree coincidendo con quella del mondo, vivrà un ciclo simile con la storia stessa degli uomini. Vivrà un periodo euforico-manicale a fine 800 e inizio 900 la bella époque, poi un evento psicotico nella Prima guerra mondiale poi una grande depressione negli anni 20, per poi vivere un altro evento maniacale completamente negativo non come è stato la bella époque. Siamo nel periodo autoritario e della Seconda guerra mondiale. Adesso si trova in una tregua stabilizzata da pscicofarmaci. E’ malata e aspetta l’evento tanto atteso della Primavera dello Spirito Santo di cui si vocifera da tanti anni, che coincide con gli ultimi capitoli dell’Apocalisse. Il riferimento è alle apparizioni di Medjgorje- Non coincide con il ritorno di Gesù, ma è come se fosse un suo intervento concreto. L’albero della vita infatti è Gesù. Tree rappresentando il mondo svelerà una cosa simpatica in un video nei prossimi mesi. Prenderà in mano un mappamondo e dirà che le due americhe sono i suo occhi, il centro america il suo naso, il triangolo delle Bermuda la sua bocca. La mente era su un antico regno che si estendeva tra le attuali terre emerse dell’Hawai, Isole di Pasqua e Giappone. Per questo le isole di Pasqua hanno sviluppato enormi teste, andando in risonanza con questa parte della terra che rappresenta appunto la testa. L’Europa è il corpo principale. Asia e Africa sono gli arti. Il mediterraneo è come se fosse l’utero e l’italia è la figlia di questo mondo. Le gambe sono la calabria e puglia, il corpo il centro, la testa al nordo, il cuore e polmoni in emila romagna. Figli dell’Italia è Roma, che è figlia della figlia. Figlia di Roma è il Vaticano che si trova al centro di tutto. E’ un frattale e il punto focale è San Pietro, la chiesa cattolica.

Interessante è il significato del simbolo della favola. Si riprede la solita struttura principale della persona con le due circonferenze intersecate. Ma facciamo un passo indietro, vorremmo riprendere questo schema che ci racconta delle zone dell’essere della persona.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Questo schema non l’ho inventato io ma un mio vecchio padre spirituale.  Le zone dell’essere nella persona si possono descrivere con una serie di cerchi concentrici, di cui i primi tre più esterni corrispondono all’io razionale. In particolare, partendo dal cerchio più esterno c’è la zona dell’istinto che corrisponde all’equilibrio del mondo vegetativo, successivamente c’è la zona dell’affettività ed emotività che corrisponde all’equilibrio del mondo sensibile, per ultima c’è la zona della razionalità e volontà che corrisponde al mondo dell’intelletto. Il mondo sensibile è legato al mondo degli animali, mentre quello dell’intelletto è propriamente quello degli uomini. Questi tre cerchi devono essere disposti in questo ordine nella propria persona: il mondo vegetativo come terzo, il mondo sensibile come secondo e il mondo dell’intelletto come primo. Nel caso in cui si metta la sensibilità prima dell’intelletto si potrebbero verificare degli episodi di ipersensibilità che portano ad un facile accesso alla zona del cerchio rosso che rappresenta il paranormale. Il cerchio rosso, infatti, è la zona delle forze sconosciute ed occulte in cui non si riesce a comandare. È una zona di crisi e il confine con la nostra razionalità dovrebbe essere più marcata possibile, tale da costituire una barriera forte. La tendenza è quella che ci spinge verso l’interno dove ha dimora lo Spirito Santo. In particolare, il cerchio verde corrisponde alle potenzialità del nostro essere ovvero la nostra identità e la nostra vocazione, mentre nel cerchio giallo portiamo l’immagine di Dio, poiché siamo stati creati a sua immagine e somiglianza. Il cerchio giallo, quindi, è il luogo della presenza dello Spirito Santo che ci aiuta a superare e vincere le forze oscure e occulte. La parte rossa è oscura, ho provato a strutturarla partendo dal nostro consueto schema. Quest’ultimo è molto complesso ma si cerca lo stesso di formulare un modello semplificato. All’inizio c’è un solo cuore (a.), un solo spirito da cui tutto ho avuto origine. Esso si esprime con l’unità. Per mitosi, come se un fulmine colpisse il corpo unitario (b.), si autogenerano due poli che tendono ad allontanarsi generando un nuovo cuore al centro del nuovo corpo (e.). I due poli esterni rappresentano la mente e l’intestino del corpo, mentre il polo centrale è il cuore. La vita che risiede nel cuore del corpo è in equilibrio tra mente e intestino. Questi due poli sono collegati da una stringa che vale π che è la lunghezza della circonferenza stessa unitaria (d.).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Tale stringa ha un andamento ondulatorio e varia di frequenza e lunghezza d’onda. I due poli opposti possono variare di diametro che vale al massimo uno. La circonferenza che include i tre poli rappresenta il corpo stesso della persona che coincide con la zona oscura rossa. Succede questo perché le dinamiche dei tre poli del corpo non sono ancora conosciute e si tende a uscire da esse e convergere sulle circonferenze concentriche esterne che rappresentano una sicurezza per le persone stesse. Entrare nella parte oscura rossa significa prendere coscienza delle potenzialità della nostra mente e del nostro intestino per regolare al meglio il nostro cuore in cui risiede il trono dello Spirito Santo (cerchio bianco). Non si conosceva fino adesso le dinamiche dei due poli della zona oscura perché se gestiti male possono portare al collasso il polo interno del cuore. Infatti, la mente può mentire e l’intestino, sede della nostra emotività, è facilmente in balia di molti fattori esterni. Questa indipendenza del polo del cuore con i due altri poli è dovuta ai due cerchi di influenza rossi. Il collasso del cuore non c’è se affidiamo completamente al Signore la zona oscura, ovvero le dinamiche della mente e dell’intestino. Il nostro cuore che è la sede delle nostre scelte è bene che sia guidata dallo spirito santo. Il cuore è dimora per natura dello spirito santo, solo così abbiamo un cuore sincero. Nel caso in cui dimorasse un altro idolo o il nostro io, sarebbe un cuore non sincero. Il diametro minimo e massimo che può avere questo corpo è 2 e π (f.). Il corpo, la circonferenza arancione, corrisponde a quella che noi chiamiamo “anima”. Per questo la parola persona si confonde con anima nella lingua ebraica. I tre poi sono sede di tre valori importanti della vita. Nell’intestino il piacere, nel cuore la gioia, e nella mente la felicità. Se tutti e tre sono in perfetto equilibrio si ha la “letizia”, nominata come primo punto della volontà di Dio insieme alla preghiera incessante e il ringraziamento per qualsiasi cosa.

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